Saturday, 2 March 2013

Ordini del giorno, 15 settembre 1943


Rastenburg, 15 settembre 1943

Ordine del giorno del Governo numero 1.

Ai fedeli camerati di tutta Italia!

A partire da oggi 15 settembre riassumo la suprema direzione del fascismo in Italia.

Ordine del giorno del Governo numero 2.

Nomino Alessandro Pavolini segretario provvisorio del Partito Nazionale Fascista, il quale assume d'ora innanzi la dizione di Partito Repubblicano Fascista.

Ordine del giorno del Governo numero 3.

Ordino che tutte le autorità militari, politiche, amministrative e scolastiche, come tutte le altre che sono state destituite dal loro ufficio dal Governo della capitolazione, riassumano immediatamente i loro posti ed uffici.

Ordine del giorno del Governo numero 4.

Ordino l'immediata ricostituzione degli uffici del Partito con le seguenti disposizioni:

a) di appoggiare efficacemente e cameratescamente l'Esercito tedesco che si batte sul suolo italiano contro il comune nemico;

b) di fornire immediatamente al popolo assistenza morale e materiale;

c) di esaminare la situazione dei membri del Partito in relazione alla loro condotta di fronte al colpo di Stato, alla capitolazione e al disonore e di segnalare i vili e di punire esemplarmente i traditori.

Ordine del giorno del Governo numero 5.

Ordino la ricostituzione di tutte le formazioni e di tutti i reparti speciali della M. V. S. N.

MUSSOLINI

Orders of the Day, September 15, 1943


Rastenburg, September 15, 1943

Order of the Day of the Government Number 1.

To the faithful comrades of all Italy!

Starting today, September 15, I resume the supreme direction of Fascism in Italy.

Order of the Day of the Government Number 2.

I nominate Alessandro Pavolini as provisional secretary of the National Fascist Party, which from this point forward will be called the Republican Fascist Party.

Order of the Day of the Government Number 3.

I order that all the military, political, administrative and educational authorities, like all others who have been deprived of their office by the capitulation Government, immediately resume their posts and offices.

Order of the Day of the Government Number 4.

I order the immediate recovery of the Party offices with the following provisions:

a) To effectively and comradely support the German army battling on Italian soil against the common enemy;

b) To immediately provide moral and material assistance to the people;

c) To examine the situation of the Party members in relation to their conduct during the coup, the capitulation and the dishonour, and to report those who are guilty and exemplarily punish the traitors.

Order of the Day of the Government Number 5.

I order the reconstruction of all the formations and all the special units of the MVSN.

MUSSOLINI

Friday, 1 March 2013

Intervista del giornalista americano William Philip Simms a Benito Mussolini, 24 maggio 1937

(Pubblicato in « Il Popolo d'Italia », 28 maggio 1937)

Alle domande rivoltegli dal signor Simms, il Duce ha dichiarato:

Mussolini: L'Europa e il mondo dovranno, quanto prima, trovare mezzi efficaci per porre un freno alla corsa agli armamenti, oppure essere preparati a far fronte ad una crisi di gravità forse senza precedenti. Tale crisi potrebbe svilupparsi in una delle due seguenti direzioni: potrebbe assumere un carattere politico e portare alla guerra, oppure potrebbe assumere un carattere economico.

Prima o dopo, l'attività del riarmo dovrà rallentare; altrimenti la disoccupazione ed i mali affini potranno trascinare il mondo verso difficoltà simili o ancora più grandi di quelle da cui si cominciava a vedere una prossima possibilità di uscita.

L'unica alternativa è quella di porre fine a questa competizione prima che sia troppo tardi.

Io credo che, qualora il Presidente Roosevelt volesse prendere l'iniziativa di convocare una conferenza per la limitazione degli armamenti nel prossimo avvenire, questo gesto avrebbe sicuramente un grande successo.

L'Italia desidera la pace. Ne ha bisogno e per molto tempo, allo scopo di sviluppare le risorse di cui ora dispone.

Non parlo di disarmo, ma di una limitazione degli armamenti. Il disarmo, in questo momento, è impossibile. Non parlo nemmeno di una riduzione degli armamenti attuali. Lo sviluppo della situazione è già giunto a un punto in cui anche ciò è fuori questione.

Ma una limitazione nell'avvenire è una cosa che ha qualche possibilità di riuscita. E quando dico avvenire, non intendo un periodo vago e distante, ma un avvenire prossimo.

Circa le ambizioni dell'Italia in Spagna, nelle Baleari o nel Mediterraneo occidentale, queste — ha detto il Duce — sono semplicemente storie non vere. L'Italia non ha simili ambizioni. Ed ha aggiunto:

Mussolini: Tuttavia l'Italia è decisamente opposta a che il bolscevismo prenda piede in Spagna o nel Mediterraneo, poiché il bolscevismo è sempre la più grande minaccia dell'Europa. Per questa ragione l'Italia crede fermamente che sarebbe non solo nel suo interesse, ma in quello della Francia, della Gran Bretagna, dell'Europa, degli Stati Uniti e del mondo che vinca il generale Franco.

Mussolini non ritiene che sia essenziale per la pace d'Europa che tutte le nazioni aderiscano a un unico grande patto. Egli crede che cinque nazioni potrebbero raggiungere lo scopo, e cioè l'Italia, la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e la Polonia.

Interview With Benito Mussolini by William Philip Simms, May 24, 1937

(Published in Il Popolo d'Italia, May, 28 1937)

In response to the questions asked by Mr. Simms, the Duce said:

Mussolini: Europe and the world will have to find an effective means to put a halt to the arms race as soon as possible, otherwise it must be prepared to deal with a serious crisis of unprecedented gravity. Such a crisis could unfold in one of the following two ways: it could take on a political character and lead to war, or it could take on an economic character.

Sooner or later, the activity of rearmament will have to slow down; otherwise unemployment and related woes will drag the world into difficulties similar or even worse than those which we witnessed during the Great Depression.

The only alternative is to end this competition before it's too late.

I believe that if President Roosevelt wanted to take the initiative to convene a conference for the limitation of armaments in the near future, this gesture would surely be a great success.

Italy wants peace. It needs peace for a long time, in order to develop the resources it now has available.

I'm not talking about disarmament, but a limitation of armaments. Disarmament, at this time, is impossible. Nor am I even talking about a reduction in current armaments. The development of the situation has already reached a point where even this is out of the question.

But a limitation in the future is something that has some chance of success. And I do not mean in a vague or distant period, but in the near future.

Concerning Italy's alleged ambitions in Spain, the Balearic Islands and the western Mediterranean the Duce said:

Mussolini: These are simply untrue stories. Italy has no such ambitions.

Then he added:

Mussolini: However, Italy is definitely opposed to Bolshevism taking root in Spain or in the Mediterranean, since Bolshevism is always the biggest threat to Europe. For this reason Italy firmly believes that it will not only be in its own interest, but also in the interest of France, Great Britain, Europe, the United States and the whole world if General Franco wins.

Mussolini does not believe that it is necessary for all nations to adhere to a single great pact in order to assure peace in Europe. He believes that five nations could reach the goal, namely Italy, France, Great Britain, Germany and Poland.

Intervista di Roland Strunk del « Völkischer Beobachter » a Benito Mussolini, 18 gennaio 1937

(Pubblicato in « Il Popolo d'Italia », 19 gennaio 1937)

A Roland Strunk, che scrive di aver ritrovato il Duce quasi rinvigorito dalle ostilità affrontate e vinte, e ringiovanito d'anni, Mussolini ha detto che:
« lo scorso anno è stato ricco di eventi, è stato fatto un gran passo avanti, è stato saldato l'asse Roma-Berlino. »
Rilevato come questo sia l'inizio di un processo di consolidazione europea, il Duce ha affermato che egli non crede agli Stati uniti d'Europa; e ha aggiunto:
« Essi sono un'utopia, un'impossibilità, determinata dalla storia e dalla politica. Nel nostro continente siamo tutti troppo anziani. Ogni popolo, ogni Stato ha la sua storia e le sue intime originalissime sorgenti, dalle quali derivano le qualità della stirpe e della nazione. Altrove, in America, sì, le cose stanno diversamente. Ecco, lì, tutto è più giovane, più nuovo, privo dì tradizione. »
Tuttavia, pur dichiarando che gli Stati uniti d'Europa sono una cosa impossibile, il Duce ha osservato che:
« all'infuori di ciò e nella stessa direzione, si sta formando qualche cosa, una specie di idea europea, nata dalla nozione che un solo pericolo minaccia la nostra cultura, la nostra integrità e la nostra civiltà; e questo pericolo è il bolscevismo. »
Il Duce, dopo aver detto che:
« oggi si sta attraversando un periodo di totale rivolgimento delle ideologie politiche e sociali e le democrazie sono in istato fallimentare »
ha osservato che:
« questa è l'epoca della forte individualità e della personalità predominante. »
Lo Strunk ricorda come il Duce, pochi giorni or sono, abbia concluso coll' Inghilterra un accordo per il Mediterraneo e come tale avvenimento ria stato da taluni preso a pretesto per diffondere menzogne, dubbi e sfiducia.

Interrogato se egli creda che la battaglia dinanzi a Madrid possa condurre a complicazioni, o addirittura alla guerra europea, il Duce ha risposto sereno, scuotendo lentamente il capo.

E ha aggiunto che c'era chi voleva turbare l'accordo del Mediterraneo, ma che egli non lo ha tollerato.