Tuesday, March 6, 2012

Decalogo della Decima MAS (1941)

di Junio Valerio Borghese

1. STA ZITTO. È indispensabile mantenere il segreto anche nei minimi particolari e con chiunque, anche con i parenti e gli amici più cari. Ogni indiscrezione è un tradimento perché compromette la nostra opera e può costare la vita a molti dei nostri compagni.

2. SII SERIO E MODESTO. Hai promesso di comportarti da ardito. Ti abbiamo creduto. Basta così. È inutile far mostra della tua decisione con parenti, amici, superiori e compagni. Non si fa, di una promessa così bella, lo sgabello della vanità personale. Solo i fatti parleranno.

3. NON SOLLECITARE RICOMPENSE. La più bella ricompensa è la coscienza di aver portato a termine la missione che ci è affidata. Le medaglie, gli elogi, gli onori rendono fieri chi li riceve per lo spontaneo riconoscimento di chi giudica, non chi li sollecita o li mendica.

4. SII DISCIPLINATO. Prima del coraggio e dell'abilità ti è richiesta la disciplina più profondamente sentita: dello spirito e del corpo. Se non saluti, se non sei educato, se non obbedisci nelle piccole cose di ogni giorno, se il servizio di caserma ti pesa e ti sembra indegno di te, se non sai adattarti a mangiare male e dormire peggio: non fai per noi.

5. NON AVERE FRETTA DI OPERARE, NON RACCONTARE A TUTTI CHE NON VEDI L'ORA DI PARTIRE. Potrai operare solo quando il tuo cuore, il tuo cervello e il tuo corpo saranno pronti. Se sei impaziente, non sei pronto. Devi imparare a conoscere perfettamente la tua arma e ad impiegarla in ogni contingenza in maniera perfetta. L'addestramento non è mai eccessivo. Devi appassionarti ad esso. Devi migliorarti ogni giorno. Solo chi ti comanda è giudice insindacabile delle tue possibilità.

6. DEVI AVERE IL CORAGGIO DEI FORTI, NON QUELLO DEI DISPERATI.
Ti sarà richiesto uno sforzo enorme, solo al di là del quale sta il successo. Per compierlo hai bisogno di tutte le tue energie fisiche e morali. La tua determinazione di riuscire ad ogni costo deve perciò nascere dal profondo del tuo cuore, espressione purissima del tuo amore per la Patria, non deve essere il gesto disperato di un mancato o di un disilluso. La tua vita militare e privata deve essere perciò onesta, semplice e serena.

7. LA TUA VITA È PREZIOSA MA L'OBIETTIVO È PIÙ PREZIOSO. Devi ricordartelo nel momento dell'azione. Ripetilo a te stesso cento volte al giorno e giura che non fallirai la prova.

8. NON DARE INFORMAZIONI AL NEMICO. Non devi far catturare le armi ed il materiale a te affidato. Se, dopo aver operato, cadi prigioniero, ricordati che al nemico devi comunicare solo le tue generalità ed il tuo grado. Ti è vietato - sul tuo onore di soldato - di rivelare:

— da dove vieni
— come sei arrivato sul luogo della cattura
— i nomi dei tuoi Superiori o compagni
— le armi che adoperi tu e quelle che conosci
— il contenuto e l'esistenza di questo decalogo.

Anche se il nemico dice di sapere, non confermare nulla, rispondi sempre: «Non posso rispondere ». Ricordati sempre che non devi tradire il tuo Paese ed i tuoi compagni con indiscrezioni. Non parlare di cose militari e specialmente di noi e della nostra attività neanche con i compagni di prigionia, possono ingannare la tua fiducia.

9. SE PRIGIONIERO SII SEMPRE FIERO DI ESSERE ITALIANO, SII DIGNITOSO. Non ostentare la tua appartenenza ai mezzi d'assalto. Cerca, nelle lettere familiari, di comunicare come meglio potrai e saprai tutto quanto conosci sulla azione a cui hai partecipato e sul nemico in genere. Cerca sempre, se possibile, di fuggire.

10. SE CADRAI MILLE ALTRI TI SEGUIRANNO, DA GREGARIO DIVENTERAI UN CAPO, UNA GUIDA, UN ESEMPIO.