Thursday, March 8, 2012

Corporativismo

(Pubblicato in « Il Popolo d'Italia », 24 febbraio 1934)

di Scrittore fascista

Oggi la parola « corporativismo » esercita un fascino straordinario sui diversi popoli, i quali ne discutono e cercano di attuarlo secondo le proprie esigenze.

È storicamente indiscutibile che il corporativismo - creazione italiana, fascista - per essere attuato dagli altri popoli debba conformarsi alle caratteristiche, alla forma mentis dì quei popoli; ma è egualmente indiscutibile che il corporativismo non interpretato nella sua essenza rivoluzionaria dia origine a deviazioni d'ordine spirituale e materiale.

Avviene perciò che uomini di pensiero e di azione, invece di attuare il corporativismo, cercano di riformare, di modernizzare vecchie concezioni come it sindacalismo cristiano o quello inglese (« Gildismo »), quello nazionale o quello giuridico (« Duguit »), oppure ricorrono a forme associazionistiche professionali che nulla hanno in comune con il corporativismo fascista.

Tali movimenti sono reazionari, riformistici e non rivoluzionari; essi vedono un solo aspetto della vita: quello economico, e perciò si appalesano come residui del passato e non come annunciatori e creatori di una civiltà nuova.

Chi vede nel corporativismo soltanto una concezione economica o una semplice politica economica, quegli è fuori della verità.

Il corporativismo fascista è una visione integrale, unitaria, della vita e dell'uomo, che, informando di sé ogni attività individuale e sociale, informa necessariamente anche l'economia.

Quindi, queste riforme, questi adattamenti concepiti ed attuati in altri paesi vengono, sl, chiamati « corpor;tivi », ma con il nostro corporativismo hanno in comune soltanto il nome, e non l'essenza e non il fine. È assurdo realizzare un'economia corporativa, cioè fascista, se prima non si realizza una società, una vita corporativa; è utopistico compiere questa rivoluzione economica, senza compiere quella spirituale dell'individuo e della società.

I movimenti riformistici e associazionistici di alcuni paesi sono dunque ben lontani dal corporativismo fascista, che è rivoluzione integrale, cioè spirituale e materiale ad un tempo.